Libera venne fondata nel 1995 da Don Ciotti con l'intento di combattere la mafia. Dal 27 febbraio del 2010 a Borgosesia è stato ufficializzato il presidio "LiberaMente in coscienze POOLite". Il suo scopo non è quello di sostituirsi alle forze dell'ordine e alla magistratura nella lotta alla mafia, lo scopo è quello di educare la cittadinanza all'antimafia, al rispetto della giustizia e al rispetto dei valori della costituzione, i quali sono i cardini di una società civile e democratica.

lunedì 7 marzo 2011

Biennale Democrazia a Torino dal 13 al 17 aprile


Questa mattina alcuni membri del presidio “Rocco Chinnici” di Libera Valsesia hanno partecipato alla conferenza stampa di presentazione di Biennale Democrazia 2011, manifestazione culturale coordinata dal presidente emerito della Corte Costituzionale Gustavo Zagrebelsky in programma a Torino dal 13 al 17 aprile. Programma ricco di grandi opportunità di apprendimento e approfondimento, e non potrebbe essere altrimenti visti i nomi dei più grandi intellettuali italiani oggi in vita a costituire il comitato scientifico di Biennale Democrazia. Il titolo di quest’edizione sarà TUTTI. MOLTI. POCHI e andrà ad analizzare il rapporto tra “il potere di tutti” proprio della società democratica e il “potere di pochi”, cioè la crescente influenze esercitata dalle oligarchie nella nostra vita pubblica, economica, politica e culturale, oligarchie del potere, del sapere e dell’avere.
La manifestazione sarà aperta ufficialmente mercoledì 13 aprile
, alle ore 18.30 al Teatro Carignano da una Lectio Magistralis del Governatore della Banca d’Italia Mario Draghi e ospiterà, quella stessa sera, alle ore 21 sul palco del Palasport Olimpico, Roberto Benigni con la sua declamazione esegetica del VI del Purgatorio, inerente alle divisioni e ai conflitti interni della Firenze dantesca, occasione per riflettere su come situazioni solo in parte simili soffochino l’Italia del 2011.
I giorni successivi proporranno una vastissima scelta di workshop, conferenze, incontri e dibattiti culturali che è impossibile sintetizzare in poche righe: dal linguaggio parlato dalla politica odierna (tema spesso identificato dal titolo “la neolingua”) ai movimenti della società civile responsabile e organizzata, dalla sostenibilità ambientale alle minoranze etniche, culturali e religiose, dal 150esimo anniversario dell’unità nazionale all’attuale condizione dell’istruzione pubblica e di tutta la cultura, dal tema sentitissimo della privatizzazione delle risorse idriche alle criminalità organizzate; i più grandi esperti nazionali (e in alcuni casi anche stranieri) di questi ed altri temi che concorrono alla nostra democrazia offriranno il loro sapere a tutti gli interessati, il tutto sempre gratuitamente fino ad esaurimento posti.
Vi è stata però una particolare tematica molto discussa in questi mesi di preparazione di Biennale Democrazia 2011: “Quale federalismo per l’Italia ?”, intorno a cui il comitato scientifico ha lanciato una vera e propria discussione pubblica informata che ha coinvolto sin da dicembre i cittadini di varie città italiane tra cui Torino, Firenze e Lamezia Terme raccolti in focus group, i cui lavori sfoceranno in un incontro finale, il 16 aprile, durante la manifestazione. Non solo, ma tra il 13 e il 17 aprile vi saranno anche incontri pluri-quotidiani (solitamente presso il Circolo dei Lettori di via Bogino) raggruppati sotto il titolo “I grandi discorsi della democrazia”, dove verranno letti e commentati testi dei più grandi esponenti del pensiero democratico da Demostene a Obama.
Biennale Democrazia è sicuramente una delle più alte perle dell’Italia, che non ha eguali in tutto il mondo, offre eccezionali possibilità di riflessione e di discussione sulla nostra democrazia a persone di qualsiasi genere e qualsiasi età, perchè la partecipazione alla democrazia è cosa di tutti; ma, in collaborazione con l’associazione Acmos, un occhio di riguardo è stato riservato, nelle fasi organizzative, ai più giovani: Biennale Democrazia si è tradotta in 10 percorsi didattici per le scuole superiori (anche alcuni docenti della Valsesia hanno aderito all’iniziativa con delle loro classi) e tutti gli studenti potranno dormire gratuitamente presso la caserma La Marmora di via Asti 22 per tutta la durata della manifestazione, in un vero e proprio Campus, che darà loro la possibilità di non perdersi nemmeno un istante di questa grande iniziativa, oltre che la possibilità di condividere 5 giorni insieme di divertimento e svago in quel di Torino.
Un’ultima nota: è stato edito da Einaudi il libro di Biennale Democrazia, pp.261, euro 18, contenente vari saggi scritti dagli illustri componenti del comitato scientifico, raccolti a cura di Pier Paolo Portinaro, docente di filosofia politica all’Università degli Studi di Torino con un’introduzione di Gustavo Zagrebelsky. Un grande strumento di avvicinamento e preparazione alla Biennale Democrazia 2011.
Chiunque fosse interessato al programma dettagliato (giorno per giorno, ora per ora) della manifestazione, contatti il presidio di Libera Valsesia sulla pagina facebook, oppure all’indirizzo borgosesia.libera@gmail.com, oppure al numero di telefono 349-1780799.
Per ogni altra informazione www.biennaledemocrazia.it

Partecipate numerosi, fuor di retorica credo davvero sia un’occasione più unica che rara !


Andrea Moresco

sabato 5 marzo 2011

"Nomi, cognomi e infami" Giulio Cavalli in Valsesia

Lo scorso martedi sera si è svolto presso l'oratorio di Borgosesia l'incontro pubblico, organizzato dal presidio di Libera Valsesia, con Andrea Zummo, militante di Libera Piemonte e responsabile di Salvagente, e Giulio cavalli, scrittore, attore e consigliere regionale della regione Lombardia.
La serata si è aperta con l’intervento di Zummo, che ha illustrato l’attività di Salvagente, un'attività finalizzata al sostegno e all'accompagnamento popolare di tutte quelle persone che ogni giorno sono a rischio di vita, ad esempio per il loro impegno diretto contro le mafie. Tra coloro ai quali Salvagente offre il suo fondamentale aiuto e supporto, vi è anche Giulio Cavalli.
Politico, attore, “giullare” o “arlecchino”, come lui stesso si è definito, ma non solo: Cavalli è infatti principalmente uno scrittore, un autore sensibile alle piaghe sociali del nostro paese, e che nel 2008, con il suo spettacolo “ Do ut Des”, in cui ridicolizzava i rituali ed i comportamenti dei mafiosi, si è visto costretto, a seguito di continue minacce, ad accettare la scorta dallo Stato. Tutto ciò non lo ha tuttavia distolto dalla sua attività dissacrante di denuncia, culminata in “ Nomi, cognomi e infami”, il nuovo libro che Giulio ha presentato proprio in occasione della serata.
Una presentazione, quella di Cavalli, che ha toccato diversi punti, a partire dalla diffidenza con cui lui e la sua famiglia sono considerati a Lodi, città in cui vivono, e di cui Giulio ha denunciato le infiltrazioni mafiose; fino ad arrivare ad una analisi spietata sul rapporto tra mafia e nord Italia, in particolare tra mafia e politica, e che, relativamente alla Lombardia, lo ha portato ad affermare: “Penso che all’interno del consiglio regionale di cui faccio parte non vi sia alcun partito immune da relazioni con organizzazioni criminali ”. “Ed è così che- ha raccontato Giulio- un taxista palermitano un giorno mi ha detto: ormai qui la mafia non c'è più perchè sono venuti tutti su da voi”.
Ma il messaggio principale dell’intervento di Cavalli è stato quello sul valore dell’arte, sul ruolo primario che questa può avere nella battaglia contro le mafie. Infatti la comicità, l’imitazione ridicola che l’attore fa del potere mafioso, il suo prenderlo in giro, rende il re “nudo”, incapace cioè di controllare il comportamento del popolo e la sua risata appunto irresistibile, incontrollabile.
Ed è all’interno di questa concezione dell’arte che nel libro si possono trovare , ad esempio, la parodia di un Totò Riina rozzo ed ignorante, piuttosto che la ridicolizzazione dei “pizzini” di Provenzano. Un’ operazione questa che, secondo Cavalli, ha una duplice funzione: quella di esorcizzare, con la risata, la paura verso la società mafiosa, e contemporaneamente, quella di rendere lo spettatore cosciente e informato della presenza di questa realtà, specie al nord, dove ancora c’è chi si ostina a credere che la mafia sia un problema del meridione.
La serata si è infine conclusa con l’invito da parte di Andrea Moresco, a nome di tutto il presidio di Libera, a partecipare alla fiaccolata che si terrà a Borgosesia il 21 marzo, con arrivo in quel di Sant'Anna, in occasione della XVI giornata della memoria e dell’impegno in ricordo di tutte le vittime di mafia, da sempre l’appuntamento principale dell'anno sociale di Libera, e che quest’anno, a livello nazionale, sarà celebrato a Potenza. Il programma dettagliato è ancora in fase di definizione, ma, se Libera non vi sta così antipatica, non prendete impegni per quella sera: il 21 marzo non è uno dei tanti eventi che un presidio può organizzare, il 21 di marzo è la cifra costitutiva stessa di quel presidio e di tutta la rete, un richiamo di aggregazione per tutti (presidianti, simpatizzanti, amici, genitori) in nome di una memoria collettiva e di un sempre più collettivo (lo auspichiamo) impegno sul territorio.

Emilio Puzzo