Lo scorso martedi sera si è svolto presso l'oratorio di Borgosesia l'incontro pubblico, organizzato dal presidio di Libera Valsesia, con Andrea Zummo, militante di Libera Piemonte e responsabile di Salvagente, e Giulio cavalli, scrittore, attore e consigliere regionale della regione Lombardia.
La serata si è aperta con l’intervento di Zummo, che ha illustrato l’attività di Salvagente, un'attività finalizzata al sostegno e all'accompagnamento popolare di tutte quelle persone che ogni giorno sono a rischio di vita, ad esempio per il loro impegno diretto contro le mafie. Tra coloro ai quali Salvagente offre il suo fondamentale aiuto e supporto, vi è anche Giulio Cavalli.
Politico, attore, “giullare” o “arlecchino”, come lui stesso si è definito, ma non solo: Cavalli è infatti principalmente uno scrittore, un autore sensibile alle piaghe sociali del nostro paese, e che nel 2008, con il suo spettacolo “ Do ut Des”, in cui ridicolizzava i rituali ed i comportamenti dei mafiosi, si è visto costretto, a seguito di continue minacce, ad accettare la scorta dallo Stato. Tutto ciò non lo ha tuttavia distolto dalla sua attività dissacrante di denuncia, culminata in “ Nomi, cognomi e infami”, il nuovo libro che Giulio ha presentato proprio in occasione della serata.
Una presentazione, quella di Cavalli, che ha toccato diversi punti, a partire dalla diffidenza con cui lui e la sua famiglia sono considerati a Lodi, città in cui vivono, e di cui Giulio ha denunciato le infiltrazioni mafiose; fino ad arrivare ad una analisi spietata sul rapporto tra mafia e nord Italia, in particolare tra mafia e politica, e che, relativamente alla Lombardia, lo ha portato ad affermare: “Penso che all’interno del consiglio regionale di cui faccio parte non vi sia alcun partito immune da relazioni con organizzazioni criminali ”. “Ed è così che- ha raccontato Giulio- un taxista palermitano un giorno mi ha detto: ormai qui la mafia non c'è più perchè sono venuti tutti su da voi”.
Ma il messaggio principale dell’intervento di Cavalli è stato quello sul valore dell’arte, sul ruolo primario che questa può avere nella battaglia contro le mafie. Infatti la comicità, l’imitazione ridicola che l’attore fa del potere mafioso, il suo prenderlo in giro, rende il re “nudo”, incapace cioè di controllare il comportamento del popolo e la sua risata appunto irresistibile, incontrollabile.
Ed è all’interno di questa concezione dell’arte che nel libro si possono trovare , ad esempio, la parodia di un Totò Riina rozzo ed ignorante, piuttosto che la ridicolizzazione dei “pizzini” di Provenzano. Un’ operazione questa che, secondo Cavalli, ha una duplice funzione: quella di esorcizzare, con la risata, la paura verso la società mafiosa, e contemporaneamente, quella di rendere lo spettatore cosciente e informato della presenza di questa realtà, specie al nord, dove ancora c’è chi si ostina a credere che la mafia sia un problema del meridione.
La serata si è infine conclusa con l’invito da parte di Andrea Moresco, a nome di tutto il presidio di Libera, a partecipare alla fiaccolata che si terrà a Borgosesia il 21 marzo, con arrivo in quel di Sant'Anna, in occasione della XVI giornata della memoria e dell’impegno in ricordo di tutte le vittime di mafia, da sempre l’appuntamento principale dell'anno sociale di Libera, e che quest’anno, a livello nazionale, sarà celebrato a Potenza. Il programma dettagliato è ancora in fase di definizione, ma, se Libera non vi sta così antipatica, non prendete impegni per quella sera: il 21 marzo non è uno dei tanti eventi che un presidio può organizzare, il 21 di marzo è la cifra costitutiva stessa di quel presidio e di tutta la rete, un richiamo di aggregazione per tutti (presidianti, simpatizzanti, amici, genitori) in nome di una memoria collettiva e di un sempre più collettivo (lo auspichiamo) impegno sul territorio.
Emilio Puzzo
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