Libera venne fondata nel 1995 da Don Ciotti con l'intento di combattere la mafia. Dal 27 febbraio del 2010 a Borgosesia è stato ufficializzato il presidio "LiberaMente in coscienze POOLite". Il suo scopo non è quello di sostituirsi alle forze dell'ordine e alla magistratura nella lotta alla mafia, lo scopo è quello di educare la cittadinanza all'antimafia, al rispetto della giustizia e al rispetto dei valori della costituzione, i quali sono i cardini di una società civile e democratica.

giovedì 27 ottobre 2011

Al via il nuovo Anno Sociale

Il presidio “Rocco Chinnici” di Libera Valsesia darà ufficialmente avvio alle ciance del nuovo anno sociale con un incontro aperto al pubblico sabato 29 ottobre, alle ore 16.00 presso l'oratorio di Borgosesia (1° piano), quando, con la presenza della referente regionale Maria Josè Fava, verrà discusso e presentato il programma per il 2011/2012.

Gli obiettivi fondamentali che ci prefiggiamo quest'anno saranno: 1) intenso lavoro nelle scuole; 2) formazione interna del presidio maggiormente specifica e potenziata rispetto agli anni passati; 3) definizione di un preciso lavoro di rete, con le altre associazioni della Valsesia e nell'ambito della rete regionale di Libera Piemonte; 4) nuovi linguaggi con cui coinvolgere fette di cittadinanza per ora rimaste insensibili al radicamento delle mafie nel Nord Italia

SCUOLE

Sin da inzio settembre stiamo lavorando insieme a molte altre realtà locali (Eufemia, Anpi, Nova Jerusalem, Avas, Auser..) a un progetto, coordinato dal Csv di Varallo, che verrà presentanto entro novembre al cospetto di un bando provinciale che il Csv di Vercelli stesso ha lanciato in onore del 2011 quale anno europeo del volontariato.

Il progetto si prefigge di creare presso la Taverna D'Adda di Varallo un centro aggregativo ed educativo, in cui raccogliere i giovani della valle – tra i quali anche e soprattutto ragazzi extra-comunitari troppo spesso disagiati e abbandonati – per organizzare, in sintonia con loro, momenti di educazione alla cittadinanza, di formazione e, in termini più generali, di cultura.

Il contributo di Libera a tal progetto vuole essere quello di utilizzare una parte dei fondi derivanti dal progetto per entrare in maneira totalmente gratuita nelle scuole superiori della valle (alla luce dei loro bilanci sempre più impressionantemente miseri) attraverso laboratori di educazione alla legalità democratica e assemblee d'istituto. In particolar modo, nell'attesa dei risultati del bando sopracitato, abbiamo progettato da una parte laboratori da 8 ore l'uno che verranno realizzati nelle classi terze e quarte dell'Istituto D'Adda di Varallo e del Liceo G.Ferrari di Borgosesia da un educatore professionale di Libera Piemonte, Andrea Zummo; dall'altra abbiamo iniziato ad ideare e a proporre assemblee d'istituto con ospiti di rilievo nell'ambito dell'antimafia sociale e della cittadinanza attiva e partecipata non solo ai due licei di cui si è fatta menzione prima, ma anche presso l'Itis Lirelli di Agnona e l'Istituto Alberghiero G.Pastore di Varallo (nel cui caso si è inoltre ipotizzato di legare l'assemblea studentesca con una cena della legalità preparata con i prodotti di Libera Terra dalle classi di cucina dell'istituto).

Il lavoro nelle scuole sarà il grande obiettivo del nostro anno: pur consci che il rapporto con le scuole e gli studenti debba andar costruendosi graduamente, abbiamo l'ambizione di rivoluzionare davvero una certa cultura dell'apatia e dell'indifferenza che vediamo dilagante tra i giovani del nostro territorio. Il punto di riferimento extra-scolastico a cui rimanderemo gli studenti coinvolti e aggregati con queste attività sarà per l'appunto il centro giovanile presso la Taverna D'Adda ove organizzeremo pertanto ulteriori momenti di studio e dibattito (cineoforum, formazione con esperti, serate artistico-musicali)

FORMAZIONE INTERNA

Il presidio si ritrova due sabati al mese (salvo imprevisti, alle ore 17 all'oratorio di Borgosesia), con cadenza di una riunione ogni due settimane, in riunioni da due ora l'una circa ; nel nuovo anno sociale sentiamo fortissima l'esigenza di dedicare almeno un'ora di ciascuna riunione a un'assidua formazione interna. Il tema su cui abbiamo scelto di studiare tutti insieme durante l'anno è quello del sistema economico e finanziario vigente, mirando a una disambiguazione sia dei meccanismi e delle dinamiche neoliberiste che incombono sui cittadini sia del lessico preposto ad esserne rappresentante. L'idea postaci ambisce a raggiungere una certa comprensione del sistema finanzcapitalistico odierno, per svelare in una seconda fase quello che è il ruolo giocato dalle mafie entro i confini di tal sistema: le mafie operano nel Nord Italia nell'ambito dell'economia reale e di quella irreale, e l'Expo del 2015 a Milano costituisce il termine ultimo del discorso a cui vorremmo arrivare forti e preparati. Stiamo infine pensando di programmare alcune serate pubbliche simili a quelle dell'anno scorso proprio all'interno di questo quadro formativo di riferimento, ipotizzando, senza ancora ahinoi una precisa calendarizzazione, ospiti quali Caselli (Magistratura di Torino), Sciarrone (Università di Torino) o Nando dalla Chiesa (Università di Milano)

RETE

Il tavolo apertosi al Csv di Varallo ci ha permesso di fortificare il rapporto con 6-7 associazioni della valle, con le quali stiamo quindi costeuendo una forte collaborazione atta al comune interesse di sviluppare e diffondere il centro di aggregazione giovanile ubicato in Taverna D'Adda.

Intendiamo inoltre mantenere un rapporto di stretta parentela con il coordinamento di Novara, coloro che ci hanno aiutato a costruire e a lanciare il nostro presidio, convinti che il loro esempio possa esserci molto utile per i nostri progetti.

Vogliamo infine intensificare le partecipazione dei nostri presidianti agli eventi regionali e nazionali, punto sul quale siamo stati evidentemente carenti nel corso di questo anno e mezzo, nellc convinzione che fare Libera voglia dire anzitutto scambio, condivisione, relazione !

LINGUAGGI ALTERNATIVI

Sentiamo la necessità di trovare differenti linguaggi rispetto alle nostre usuali serate per riuscire a toccare e a coinvolgere quelle fette di cittadinanza che fino ad ora non abbiamo raggiunto o ci hanno ignorato; la nostra idea prioritaria in questa direzione è l'arte, in sintonia con le attività di Libera sul nazionale, in particolar modo il linguaggio teatrale e quello musicale: progettiamo di portare in scena uno spettacolo teatrale riguardante la mafia e le sue vittime in collaborazione con alcune compagnie locali , e di organizzare durante l'anno un concerto che affianchi a un gruppo emergente locale un gruppo musicale di impegno civile spesso vicino alle cause di Libera (Harry Loman, MCR, etc..). Queste sono alcune idee che vorremmo rilancire in alcune date fondamentali del nostro calendario , una su tutte il 21 marzo, giornata nazionale della memoria e dell'impegno in ricordo delle vittime innocenti delle mafie , che celebreremo sicuramente sul territorio valsesiane in un luogo ancora da definirsi tra Varallo e Borgosesia.

Queste saranno le principali questioni ed iniziative che vi invitiamo sabato 29 a discutere insieme a noi, per un confronto-dibattito dal quale far emergere una sempre più ampia partecipazione cittadina e di conseguenza idee sempre più condivise !

Presidio Rocco Chinnici - Libera Valsesia

sabato 15 ottobre 2011

Mafie al nord - seminario di studio

Mafie al nord - seminario di studio

“Più debole è la democrazia in un paese, più forti sono le mafie”.

Così ha iniziato il suo discorso Don Luigi Ciotti, presidente di Libera, nell’aprire i due giorni di seminario “Le Mafie al Nord” tenuto a Torino il 7 e l’8 ottobre 2011.

“E in Italia ora la democrazia è pallida, la politica è debole e molto auto-referenziale; il vero regime oggi è quello che nasce dall’anestesia delle coscienze”. E la mafia affonda facilmente la sua lama trovando pochi oppositori sul suo cammino; l’economia “sana” procede lentamente ed al buio, la scuola è in subbuglio, il volontariato è al primo posto sulla lista dei tagli. La cultura continua a subire pesanti sforbiciate e le proteste rimangono inascoltate. Ma la cultura è “il termometro della democrazia di un paese”: Ciotti torna a sottolineare il ruolo fondamentale che essa ha nella lotta alle mafie, alla corruzione e all’illegalità. Per vincere bisogna conoscere, informarsi, FORMARSI; educare ed educarsi, impegnarsi attivamente, tutti: la spina dorsale della democrazia è infatti la responsabilità.

Per questo il 7 e l’8 sono stati due giorni di studio intenso; si è parlato degli affari mafiosi e delle loro alleanze, si è studiato come agiscono nei territori e le risposte delle comunità. Si è vista l’espansione di quella mafia invisibile che sta conquistando l’edilizia e che vince appalti, che compra ristoranti, centri commerciali, discoteche. Quella mafia sempre più dei colletti bianchi e sempre meno “della coppola e della lupara”, quella mafia forse più sottile e per questo ancora più pericolosa. Quella mafia sempre più presente qui al nord e che la gente si rifiuta di vedere. Milano è diventata la capitale della ‘ndrangheta, il centro organizzativo dell’intero nord. Solo nell’ultimo anno vi sono state arrestate 180 persone e sono state scoperte decine di cosche. I sindaci di Torino (Piero Fassino), Milano (Giuliano Pisapia) e Genova (Marta Vincenti) sono intervenuti per raccontare la situazione nelle rispettive città e spiegare i progetti per contrastare e prevenire l’infiltrazione mafiosa nella società e nell’economia, partendo proprio da progetti culturali come i Laboratori della legalità nelle scuole, e riforme pratiche riguardanti la distribuzione degli appalti pubblici.

Eravamo in 500, giovani di tutta Italia, rappresentanti di presidi o membri di associazioni di volontariato, riuniti per imparare, capire, informarci. Per ascoltare esperti come Gian Carlo Caselli, Nando dalla Chiesa, Antonio Ingoia, Virginio Rognoni, Franco la Torre e molti altri che tramite le loro esperienze, le loro storie e il loro esempio ci insegnano a resistere.

firma protocollo Unioncamere Piemonte e Libera vai al video

Mafie al nord: plenaria del 7 ottobre 2011 vai al video

altri documenti video: vai al link

Monica Cillerai, Giulia Cillerai e Elena Ferro

lunedì 7 marzo 2011

Biennale Democrazia a Torino dal 13 al 17 aprile


Questa mattina alcuni membri del presidio “Rocco Chinnici” di Libera Valsesia hanno partecipato alla conferenza stampa di presentazione di Biennale Democrazia 2011, manifestazione culturale coordinata dal presidente emerito della Corte Costituzionale Gustavo Zagrebelsky in programma a Torino dal 13 al 17 aprile. Programma ricco di grandi opportunità di apprendimento e approfondimento, e non potrebbe essere altrimenti visti i nomi dei più grandi intellettuali italiani oggi in vita a costituire il comitato scientifico di Biennale Democrazia. Il titolo di quest’edizione sarà TUTTI. MOLTI. POCHI e andrà ad analizzare il rapporto tra “il potere di tutti” proprio della società democratica e il “potere di pochi”, cioè la crescente influenze esercitata dalle oligarchie nella nostra vita pubblica, economica, politica e culturale, oligarchie del potere, del sapere e dell’avere.
La manifestazione sarà aperta ufficialmente mercoledì 13 aprile
, alle ore 18.30 al Teatro Carignano da una Lectio Magistralis del Governatore della Banca d’Italia Mario Draghi e ospiterà, quella stessa sera, alle ore 21 sul palco del Palasport Olimpico, Roberto Benigni con la sua declamazione esegetica del VI del Purgatorio, inerente alle divisioni e ai conflitti interni della Firenze dantesca, occasione per riflettere su come situazioni solo in parte simili soffochino l’Italia del 2011.
I giorni successivi proporranno una vastissima scelta di workshop, conferenze, incontri e dibattiti culturali che è impossibile sintetizzare in poche righe: dal linguaggio parlato dalla politica odierna (tema spesso identificato dal titolo “la neolingua”) ai movimenti della società civile responsabile e organizzata, dalla sostenibilità ambientale alle minoranze etniche, culturali e religiose, dal 150esimo anniversario dell’unità nazionale all’attuale condizione dell’istruzione pubblica e di tutta la cultura, dal tema sentitissimo della privatizzazione delle risorse idriche alle criminalità organizzate; i più grandi esperti nazionali (e in alcuni casi anche stranieri) di questi ed altri temi che concorrono alla nostra democrazia offriranno il loro sapere a tutti gli interessati, il tutto sempre gratuitamente fino ad esaurimento posti.
Vi è stata però una particolare tematica molto discussa in questi mesi di preparazione di Biennale Democrazia 2011: “Quale federalismo per l’Italia ?”, intorno a cui il comitato scientifico ha lanciato una vera e propria discussione pubblica informata che ha coinvolto sin da dicembre i cittadini di varie città italiane tra cui Torino, Firenze e Lamezia Terme raccolti in focus group, i cui lavori sfoceranno in un incontro finale, il 16 aprile, durante la manifestazione. Non solo, ma tra il 13 e il 17 aprile vi saranno anche incontri pluri-quotidiani (solitamente presso il Circolo dei Lettori di via Bogino) raggruppati sotto il titolo “I grandi discorsi della democrazia”, dove verranno letti e commentati testi dei più grandi esponenti del pensiero democratico da Demostene a Obama.
Biennale Democrazia è sicuramente una delle più alte perle dell’Italia, che non ha eguali in tutto il mondo, offre eccezionali possibilità di riflessione e di discussione sulla nostra democrazia a persone di qualsiasi genere e qualsiasi età, perchè la partecipazione alla democrazia è cosa di tutti; ma, in collaborazione con l’associazione Acmos, un occhio di riguardo è stato riservato, nelle fasi organizzative, ai più giovani: Biennale Democrazia si è tradotta in 10 percorsi didattici per le scuole superiori (anche alcuni docenti della Valsesia hanno aderito all’iniziativa con delle loro classi) e tutti gli studenti potranno dormire gratuitamente presso la caserma La Marmora di via Asti 22 per tutta la durata della manifestazione, in un vero e proprio Campus, che darà loro la possibilità di non perdersi nemmeno un istante di questa grande iniziativa, oltre che la possibilità di condividere 5 giorni insieme di divertimento e svago in quel di Torino.
Un’ultima nota: è stato edito da Einaudi il libro di Biennale Democrazia, pp.261, euro 18, contenente vari saggi scritti dagli illustri componenti del comitato scientifico, raccolti a cura di Pier Paolo Portinaro, docente di filosofia politica all’Università degli Studi di Torino con un’introduzione di Gustavo Zagrebelsky. Un grande strumento di avvicinamento e preparazione alla Biennale Democrazia 2011.
Chiunque fosse interessato al programma dettagliato (giorno per giorno, ora per ora) della manifestazione, contatti il presidio di Libera Valsesia sulla pagina facebook, oppure all’indirizzo borgosesia.libera@gmail.com, oppure al numero di telefono 349-1780799.
Per ogni altra informazione www.biennaledemocrazia.it

Partecipate numerosi, fuor di retorica credo davvero sia un’occasione più unica che rara !


Andrea Moresco

sabato 5 marzo 2011

"Nomi, cognomi e infami" Giulio Cavalli in Valsesia

Lo scorso martedi sera si è svolto presso l'oratorio di Borgosesia l'incontro pubblico, organizzato dal presidio di Libera Valsesia, con Andrea Zummo, militante di Libera Piemonte e responsabile di Salvagente, e Giulio cavalli, scrittore, attore e consigliere regionale della regione Lombardia.
La serata si è aperta con l’intervento di Zummo, che ha illustrato l’attività di Salvagente, un'attività finalizzata al sostegno e all'accompagnamento popolare di tutte quelle persone che ogni giorno sono a rischio di vita, ad esempio per il loro impegno diretto contro le mafie. Tra coloro ai quali Salvagente offre il suo fondamentale aiuto e supporto, vi è anche Giulio Cavalli.
Politico, attore, “giullare” o “arlecchino”, come lui stesso si è definito, ma non solo: Cavalli è infatti principalmente uno scrittore, un autore sensibile alle piaghe sociali del nostro paese, e che nel 2008, con il suo spettacolo “ Do ut Des”, in cui ridicolizzava i rituali ed i comportamenti dei mafiosi, si è visto costretto, a seguito di continue minacce, ad accettare la scorta dallo Stato. Tutto ciò non lo ha tuttavia distolto dalla sua attività dissacrante di denuncia, culminata in “ Nomi, cognomi e infami”, il nuovo libro che Giulio ha presentato proprio in occasione della serata.
Una presentazione, quella di Cavalli, che ha toccato diversi punti, a partire dalla diffidenza con cui lui e la sua famiglia sono considerati a Lodi, città in cui vivono, e di cui Giulio ha denunciato le infiltrazioni mafiose; fino ad arrivare ad una analisi spietata sul rapporto tra mafia e nord Italia, in particolare tra mafia e politica, e che, relativamente alla Lombardia, lo ha portato ad affermare: “Penso che all’interno del consiglio regionale di cui faccio parte non vi sia alcun partito immune da relazioni con organizzazioni criminali ”. “Ed è così che- ha raccontato Giulio- un taxista palermitano un giorno mi ha detto: ormai qui la mafia non c'è più perchè sono venuti tutti su da voi”.
Ma il messaggio principale dell’intervento di Cavalli è stato quello sul valore dell’arte, sul ruolo primario che questa può avere nella battaglia contro le mafie. Infatti la comicità, l’imitazione ridicola che l’attore fa del potere mafioso, il suo prenderlo in giro, rende il re “nudo”, incapace cioè di controllare il comportamento del popolo e la sua risata appunto irresistibile, incontrollabile.
Ed è all’interno di questa concezione dell’arte che nel libro si possono trovare , ad esempio, la parodia di un Totò Riina rozzo ed ignorante, piuttosto che la ridicolizzazione dei “pizzini” di Provenzano. Un’ operazione questa che, secondo Cavalli, ha una duplice funzione: quella di esorcizzare, con la risata, la paura verso la società mafiosa, e contemporaneamente, quella di rendere lo spettatore cosciente e informato della presenza di questa realtà, specie al nord, dove ancora c’è chi si ostina a credere che la mafia sia un problema del meridione.
La serata si è infine conclusa con l’invito da parte di Andrea Moresco, a nome di tutto il presidio di Libera, a partecipare alla fiaccolata che si terrà a Borgosesia il 21 marzo, con arrivo in quel di Sant'Anna, in occasione della XVI giornata della memoria e dell’impegno in ricordo di tutte le vittime di mafia, da sempre l’appuntamento principale dell'anno sociale di Libera, e che quest’anno, a livello nazionale, sarà celebrato a Potenza. Il programma dettagliato è ancora in fase di definizione, ma, se Libera non vi sta così antipatica, non prendete impegni per quella sera: il 21 marzo non è uno dei tanti eventi che un presidio può organizzare, il 21 di marzo è la cifra costitutiva stessa di quel presidio e di tutta la rete, un richiamo di aggregazione per tutti (presidianti, simpatizzanti, amici, genitori) in nome di una memoria collettiva e di un sempre più collettivo (lo auspichiamo) impegno sul territorio.

Emilio Puzzo

sabato 17 aprile 2010

L'atmosfera respirata in sala di partecipazione emotiva e commossa, condivisione e collaborazione tra giovani e adulti, per merito di Rosario e delle sue parole credo abbia avuto la potenza di impennare le ambizioni e le intenzioni del nostro presidio.
La speranza è riposta nella gioventù, nella nuova generazione. A Scampia la maggior parte di giovani e adolescenti entra a far parte del sistema camorrista, nel migliore dei casi a causa del loro silenzio, della loro omertà (tacendo omicidi e sopraffazioni che accadono per strada davanti ai loro occhi tra un calcio al pallone e l'altro), nel peggiore dei casi come tossicodipendenti riforniti dagli spacciatori della camorra, destinati a diventare poi essi stessi spacciatori; non è una questione di bene o di male, è ora di superare queste categorizzazioni etiche e morali: si tratta infatti per lo più di ragazzi bravi, onesti, simpatici, che in un'altra realtà sarebbero diventati magari dei manager o degli intellettuali. La lotta per la vita, la necessità delle cose e la mancanza di alternative li porta però a integrarsi in quel sistema, diventano capaci di sparare e di uccidere senza scrupoli.
Le strade da seguire sono quindi due : prevenzione e recupero. Prevenzione significa costruire delle alternative: creare ad esempio dei centri sociali per i giovani, dei luoghi di ritrovo che tirino via dalle strade i giovani e che, con il lavoro di animatori ed educatori, mostrino a quei giovani chi sono i mafiosi e che cosa fanno, educandoli a rifiutare il sistema anziché farne parte; o anche e solo una semplice scuola calcio, che tenga impegnati i pomeriggi dei ragazzi dai primi calci agli juniores, trasmettendo loro i valori di rispetto dell'altro e di leggi collettive. Ma la fonte di guadagno principale per le mafie è l'economia: la sola camorra fattura 94 miliardi di euro all'anno, il doppio della finanziaria italiana; ed è quindi economica prima che socio-culturale l'alternativa che va preventivamente costruita: se un'azienda con 30 operai viene fatta chiudere perchè coinvolta in appalti truccati o in altre manovre illegali di stampo mafioso, quei 30 operai che fine fanno ? Disoccupati, poveri, e quindi le vittime preferite della tentazione mafiosa. Si pone quindi la necessità di realizzare cooperative di lavoro, forme di occupazione grazie a cui le persone possano guadagnarsi da vivere onestamente.
Alla prevenzione va poi affiancato il recupero, recupero di quei giovani che sono ormai camorristi e che hanno bisogno di essere aiutati per uscirne. Ci dà fiducia la storia di un amico di Rosario, che, entrato “in brutti giri” di droga e trovatosi un lavoro poco pulito, partecipò al Viaggio della Memoria Torino-Cracovia e al ritorno si aprì un umile autolavaggio e riuscì a cambiare vita.
La mafia del sud e la mafia del nord ormai rappresentano un unico sistema: al Sud vengono accumulati ingenti capitali dal traffico di droga e di essere umani, dallo smaltimento dei rifiuti, dal riciclaggio, ma soprattutto – secondo Rosario - dalle attività economiche, che vengono poi reinvestiti nell'economia del Nord, dove circolano ricchezze enormemente maggiori e dove quindi le infiltrazioni della camorra e della n'drangheta intravedono guadagni molto più grandi. Rosario ci raccontava che sono i capitali accumulati dalle mafie nell'Italia meridionale ad essere poi reinvestiti in quella settentrionale, quando invece il federalismo a cui sembra siamo destinati mira a tenere al Nord le ricchezze del Nord (o almeno una buona parte di esse) anziché sperperarle al sud: i paradossi della vita.
Dicevo all'inizio che è nei giovani che è riposta la speranza di cambiamento, di miglioramento: devono essere i giovani a rinnovare la classe politica e quella dirigente, inserendosi in un partito (o fondandone uno nuovo), partendo da cariche comunali per ambire a far carriera in quel campo, perchè non si può negare che è dal potere politico che vengono prese molte decisioni importantissime nella lotta alle mafie. Devono essere i giovani a costruire cooperative sociali e di lavoro che rispondano alle esigenze sopra citate di prevenzione e recupero. Ma a mia opinione ai giovani serve il supporto degli adulti, è necessario che gli adulti incoraggino e supportino i giovani, dando loro consigli dall'alto di una maggior esperienza di vita: le domande a Rosario sono partite per lo più da adulti, e a me personalmente questa cosa ha dato molta fiducia e ritengo importante che il nostro presidio abbia un supporto anche da persone di quella fascia di età.
Da questo sodalizio giovani-adulti deve quindi partire la lotta alle mafie: è fondamentale però non mitizzare l'antimafia (al punto che Rosario suggeriva di non usare questa parola, ma di sostituirla con dei sinonimi), perchè l'antimafia deve essere una cosa di tutti e da tutti, non una scelta eroica di sacrificare la propria vita. Molte persone temono a mettersi contro il sistema mafioso, si pone quindi la necessità che l'antimafia diventi la normalità, senza alcuna mitizzazione, affinchè tutta la massa abbia più facilità a trovare coraggio di affrontare questa guerra culturale ed economica. Uno degli strumenti di questa guerra non violenta dev'essere l'informazione, che significa in primis autoformazione (attraverso quel mondo di notizie e aggiornamenti che è il web) e in secundis controinformazione, per contrastare il giornalismo fasullo e disonesto, che talvolta tace la verità, talvolta la deforma, come nel caso del cugino di Rosario, che, dopo essere morto, è stato descritto come un drogato mafioso a cui nemmeno concedere funerali pubblici.

Moro

domenica 28 marzo 2010

20 Marzo a Milano. Riflessioni e considerazioni

20 Marzo 2010. Come ogni anno in questa giornata Libera promuove la "Giornata della memoria e dell'impegno in ricordo delle vittime delle mafie". Questa è un occasione molto importante per la sensibilizzazione dei cittadini riguardo al problema sociale della mafia. Per questo motivo viene spesso celebrata in una città del sud Italia, anche se non deve stupire il fatto che quest'anno si sia svolta a Milano.

Da ormai vent'anni a Milano c'è una fortissima presenza della 'ndrangheta; questo può destare stupore anche in una persona che a Milano ci vive. Infatti questa non è la mafia "tradizionale": la mafia della coppola e della lupara, la mafia del pizzo e delle estorsioni, la mafia delle bombe e delle stragi; è la mafia dei "colletti bianchi", degli appalti truccati, dei politici corrotti e delle banche. E' una mafia borghese: i picciotti sono stati sostituiti da avvocati e banchieri.

L'aspetto peggiore di questa mafia è che non si vede. Gli unici segnali palesi di questa "colonizzazione" mafiosa del nord Italia sono gli arresti dei piccoli spacciatori di droga, che vengono considerati semplicemente appartenenti alla microcriminalità organizzata. Il controllo mafioso è esteso anche all'hinterland milanese. Rivela un collaboratore di giustizia: "Nell'80% dei paesi del circondario di Milano è presente un locale di 'ndrangheta"; un locale di 'ndrangheta è un posto in cui ci sono circa una trentina di affiliati in grado di controllare il territorio limitrofo.

Il sostituto procuratore antimafia Vincenzo Macrì afferma che Milano è diventata la capitale della 'ndrangheta, perchè ci sono più interessi lì che in Calabria, dal momento che a Milano si può intervenire nell'economia. Famiglie mafiose calabresi come i Piromalli e i Morabito gestiscono il traffico di droga a Milano e altri racket. I proventi di questi traffici vengono reinvestiti nella costruzione di esercizi pubblici o altri beni immobili e nella creazione di ditte edili, le quali servono  a prendere dei subappalti di opere pubbliche. Infatti nelle gare di appalto le ditte mafiose non partecipano direttamente, ma utilizzano dei prestanome "puliti", ovvero delle ditte che non hanno apparentemente nulla a che vedere con la 'ndrangheta, per fare da tramite tra le gare d'appalto pubbliche e i subappalti.

Ma il pericolo più grande che ci si prospetta davanti è l'expo 2015. Infatti per quest'evento sono previste gare d'appalto del valore di diversi milioni di euro e se non si ha un controllo capillare negli appalti, ma soprattutto nei subappalti, si corre il grossissimo rischio di trasformare l'expo 2015 in un enorme fonte di guadagno mafiosa.

Questi sono i motivi di un 20 Marzo a Milano: lanciare l'allarme sulla mafia al nord e sensibilizzare la cittadinanza e il mondo politico sui rischi relativi all'esposizione universale del 2015. Oggi, alla luce di ciò che è successo a questo 20 Marzo, si possono trarre le prime conclusioni e le prime riflessioni.

L'assenza del sindaco di Milano Letizia Moratti non è una cosa di poco conto. Si denota infatti una totale indifferenza di una parte del mondo politico rispetto al problema mafioso. Il sindaco di Milano quindi si può collocare in questo gruppo di politici, a meno che non avesse degli impegni istiutuzionali più importanti di una manifestazione contro la mafia di portata nazionale a cui hanno partecipato 150.000 persone che si è svolta nella città da lei governata.

Un altro aspetto importante è quello dell'informazione. Alla manifestazione è stato dedicato pochissimo spazio sia nei telegiornali nazionali che nella maggior parte dei quotidiani, nonostante la mafia sia un problema che coinvolge tutto il Paese. Evidentemente quel giorno c'erano eventi a livello nazionale culturalmente e ideologicamente più importanti del 20 Marzo a Milano.


Simone